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L'ape nera sicula colonizza anche i giardini britannici di Roberta Barcella
3 Giu 2014 La Sicilia

L'ape nera sicula colonizza anche i giardini britannici di Roberta Barcella

L'ape nera sicula "colonizza" 
anche i giardini britannici

di Roberta Barcella
Da Termini Imerese ai prati della Corona 18 mila esemplari per fare miele pregiato

E' solo un piccolo insetto, ma dall'Africa è arrivata in Sicilia e da lì fino alla corte dei reali inglesi, anche se per arrivare fin qui in Uk c'è voluto l'aiuto dell'uomo. Parliamo dell'ape nera sicula, filogeneticamente derivante dall'ape intermissa originaria della Tunisia e del Marocco.
E' stata la mano di Carlo Amodeo, un appassionato apicoltore di Termini Imerese a salvare quest'ape, dalle caratteristiche molto particolari, dall'estinzione nel 1987, ritrovando alcuni ceppi relitti e prendendosene cura.

Si tratta infatti di una varietà molto attiva ed operosa in quanto resistente anche ai cambiamenti climatici. La sua resistenza al freddo è stata addirittura testata in Danimarca dal professor Kryger della Aarhus University, il quale ha constatato che l'ape nera resiste al freddo per il 70% in più rispetto all'ape ligustica, quella italiana maggiormente diffusa. Insomma, ha una marcia in più rispetto a quella italica.
Sarà per questa ragione che l'apicoltore reale inglese si è premurato di contattare il signor Amodeo per acquistare le sue api, forse per sopperire ad una moria in corso e ne ha comprate ben 18.000. Una prima fornitura di 400 pacchi alla quale ne sono seguite altro 3. 

Ma resisterà al piovoso clima inglese? «Sono sicuro di sì - afferma fiducioso il signor Amodeo - poiché i test fatti in Danimarca lo dimostrano: magari non sarà felice, ma resiste».

Ustica, Vulcano, Filicudi, Alicudi, i monti Iblei per il timo e Agrigento per il mandorlo, sono solo alcuni dei luoghi dove il signor Amodeo svolge la sua attività, dedicando tantissima attenzione a questo insetto non solo resistente, ma anche docile. Il suo sforzo è incentrato soprattutto nella conservazione della purezza di questa specie, minacciata dalla globalizzazione che ne favorisce l'ibridazione e quindi la perdita delle sua unicità.

L'ape nera, infatti, oltre a produrre persino in pieno inverno uno dei mieli riconosciuti fra i più antiossidanti del mondo, è capace di vivere anche indipendentemente dall'uomo ed è utile persino quando punge, perché la tossina che inietta può aiutare nella cura delle malattie neurologiche, dei reumatismi, aumenta la velocità del sangue oltre ad avere proprietà antiossidanti.
Il viaggio dell'ape nera comunque non si è ancora concluso: Carlo Amodeo ha in serbo per lei un ritorno nella patria d'origine, luogo che certamente è congeniale alla sua sopravvivenza. Da qualche tempo ha, infatti, avviato delle trattative con il governo tunisino per il reinserimento dell'ape sicula in quei territori. Accordi rimasti in stand by a causa dell'instabilità politica di quei Paesi, ma siamo sicuri che l'ape nera resisterà anche a questo.

*Articolo pubblicato su La Sicilia di oggi in edicola

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